Intervista a Roberto Fragale ai tempi del COVID-19

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Intervista a Roberto Fragale ai tempi del COVID-19 (di Luigi Merlini)

(Direttore della Palestra Comunale di Scienze Motorie Applicate della Scuola Fragale ai Passi) 

LO SPORT PER IL BENESSERE
D: Fragale, mentre tutti parlano contro il coronavirus opposto allo sport agonistico e fitness, tu ti poni ad una certa distanza, ponendo invece l’attenzione su come lo sport sia indicato come un farmaco in grado di sostenere diverse patologie ed essenziale nel prevenire le immunodeficienze in genere.

Francamente non capisco perché sia ancora considerato come una attività non necessaria, l’attività motoria non è un passatempo o attività da praticare nel tempo libero. 

Ci sono sempre più persone che, sotto la guida di figure professionali specializzate, devono praticare attività motoria preventiva e adattata avendone bisogno per varie problematiche di salute. 

Sono molte le patologie croniche stabilizzate o degenerative che trovano naturale giovamento nell’attività motoria somministrata in supporto all’azione chimica dei vari farmaci. 

Ciò che vorrei fosse chiaro è: 

“Quello che di solito viene sommariamente etichettato come “sport” ha varie sfaccettature e tutte con positivi riflessi su corpo e psiche”.

L’attività motoria preventiva e adattata: se diretta da professionisti specializzati, non ha alcuna controindicazione o effetti collaterali e pare che i benefici effetti sull’organismo abbiano lunghi tempi di latenza superiori a quelli del farmaco. 

Migliora e prolunga l’indipendenza motoria negli anziani.

L’attività di fitness: scarica le tensioni, riscopre capacità perdute con l’inattività, migliora l’apparato muscolare, cardiocircolatorio, respiratorio, osseo-articolare, combatte l’insorgenza dell’osteoporosi, migliora il sistema immunitario e l’umore, conferisce un’idea del “se” più accettabile, rendendoci più felici e performanti.

L’attività motoria giovanile: oltre a quanto detto sopra, evita e previene nei giovani le posture scorrette, costruisce e migliora abilità motorie, prepara tutti gli apparati alla pratica di qualsiasi futura disciplina sportiva, li rende coscienti e sicuri della propria efficacia, li aiuta a costruire una personalità equilibrata e li prepara alla vita adulta con salute e forma fisica migliore.

L’attività dello sport: e quindi lo studio e la preparazione all’agonismo di una disciplina specifica, oltre a quanto detto finora, ci identifica in una attività gratificante per la propria personalità, ci regala consapevolezza di autoefficacia e congrua autostima, ci mantiene in equilibrio psicofisico e quindi più sani di mente e corpo… come dissero a suo tempo anche i greci.

L’attività del calcio professionistico: penso proprio che sia una cosa ancora diversa… quello non è sport, bensì un qualcosa che appartiene ormai più al mondo dello spettacolo!

Lo sport, il fitness, l’attività motoria adattata, quella giovanile e il calcio professionistico… capiamo bene quindi come siano cose ben diverse e non certo accumulabili, regolabili o gestibili con stesse identiche modalità. 

Tutte queste hanno motivi, svolgimento, fruitori, scopi, tipologia di praticanti, insegnanti, tecnici, dirigenti e allenatori… molto diversi. 

Detto questo, non vorrei che chi si sta occupando di indicare modalità di svolgimento nella ripresa della fase 2, non conoscesse bene la variegata realtà multifattoriale che compone l’attività dei centri sportivi presenti sul territorio… cioè tutto quello che superficialmente viene indicato e considerato sommariamente come “sport” 

 

D: Con l’attuale lockdown siete riusciti in qualche modo a riorganizzarvi o siete rimasti ad aspettare che qualcuno vi dicesse cosa e come fare?

Non è nostra abitudine restare ad aspettare gli eventi, l’ambiente sportivo agonistico dal quale proveniamo primordialmente ed in cui ci siamo formati ricevendone l’imprinting, ci ha sempre insegnato che è meglio cercare di capire la direzione degli eventi per poi provocarli, anziché aspettare che si verifichino, o quantomeno prepararsi ad affrontarli nel miglior modo possibile.

Quando è iniziata bufera della pandemia, abbiamo subito capito che dovevamo conservare l’unità dei nostri iscritti, volevamo mantenere in loro la possibilità di allenarsi, ma soprattutto volevamo che ci sentissero vicini e presenti, come noi desideravamo sentire loro. 

In questo ci ha aiutato la tecnologia ed i social… 

…abbiamo quindi utilizzato immediatamente liste e gruppi WhatsApp degli iscritti, poi proponendo esercizi tramite Facebook, Instagram ecc. ; 

ma più professionalmente infine, abbiamo ideato un servizio di allenamenti personalizzati in video conferenza su specifiche piattaforme dando la possibilità di un contatto interattivo con ognuno di essi ed il proprio trainer giornaliero…

…abbiamo anche aperto un Canale YouTube con “pillole scientifiche” comportamentali di allenamento giornaliere, elargite e spiegate in maniera semplice dai nostri tecnici e Chinesiologi. 

D: cosa ha comportato in termini finanziari la sospensione della normale attività?

Da questo punto di vista, ha comportato una vera e propria catastrofe! Ha determinato un azzeramento delle entrate, i nostri 12 istruttori con un regolare contratto di collaborazione sportiva si sono ritrovati immediatamente disoccupati, il centro sportivo ha conservato pressochè
inalterati i costi di mantenimento dei locali, affitto, scadenze del mutuo e dei vari pagamenti per i lavori di ristrutturazione. 

 

Solo da qualche mese abbiamo infatti terminato la costruzione del centro sportivo di Scienze Motorie Applicate nel quartiere de “I Passi” a Pisa, impegnandoci economicamente con tutte le problematiche del caso e tutto stava funzionando alla grande e secondo rosee previsioni … quando è scoppiata la pandemia del Covid-19… ci è crollato il mondo addosso!

D: Ci sono stati episodi di solidarietà nei vostri confronti?

Ovviamente si, come organizzazione sportiva siamo presenti sul territorio ininterrottamente da oltre 40 anni con grandi successi, abbiamo avuto generazioni di utenti, figli e nipoti dei nostri primi allievi hanno continuato a richiedere di usufruire dei nostri servizi e da parte di tutti coloro che ci conoscono si sono levati cori solidali al nostro indirizzo, ma sono stati soprattutto quelli che io chiamo “i nostri ragazzi” qualunque sia la loro età, i nostri iscritti hanno manifestato solidarietà concreta… 

…molti hanno pagato ugualmente la quota mensile comprendendo la difficile situazione e volendo contribuire sentendosi parte dell’impresa. 

Altri hanno comunicato di non volere sospendere il proprio abbonamento annuale o semestrale per recuperare i mesi di cui non potranno usufruire. 

Alcuni hanno chiesto di azzerare le lezioni private già pagate e non ancora effettuate, dicendosi ansiosi di ricominciare presto con un nuovo pacchetto di lezioni private. 

Altri ancora si sono detti pronti a contribuire per quanto possibile alla bisogna. 

Una goccia nell’oceano si, ma una cosa commovente che ci obbliga di riuscire nel superare la grave situazione per quanto loro hanno dimostrato di averne fiducia … questo sicuramente glielo dobbiamo!

D: attualmente il dibattito sul lockdown verte sulle prossime riaperture. Vi risulta una prossima apertura per le attività Sportive?

Se ne sentono dire tante, ogni tanto si ventila tempistiche di tante specie e modi… ho letto cose a mio avviso giuste e cose incomprensibili… 

…ho letto che da maggio potrebbero iniziare le attività motorie, ma da soli e all’aperto… 

…ho letto attività da soli o in piccoli gruppi, 

…ho letto attività motorie per un massimo di 40 minuti… non so se siano fake od altro… 

…so soltanto che le attività nei centri sportivi sono molteplici e di svariata forma e tipologia di svolgimento e non è corretto assimilarle tutte in un unico regolamento di riavvio. 

Per esempio, le attività motorie dei Chinesiologi per il benessere della persona, consiste nell’attività di una persona con il proprio istruttore e potrebbe già ripartire con le dovute protezioni e accorgimenti, come è stato fatto per i fisioterapisti e forse anche a maggior ragione perché mentre il fisioterapista ha bisogno di toccare il suo paziente, noi non dobbiamo neppure farlo, ma solo prescrivere guidando verbalmente e con l’esempio il corretto esercizio fisico adattato al caso in questione. 

Lo sport quindi, non è soltanto attività aerobica con musica “a palla” in una sala gremita di persone strette una all’altra. 

I cosiddetti “personal” (lezioni individuali) di preparazione fisica, anche questi potrebbero già cominciare, con le dovute protezioni e accorgimenti come per i fisioterapisti e Chinesiologi del benessere. 

Le attività motorie all’aperto di preparazione fisica anche in gruppo, con dispositivi protettivi e distanziamento interpersonale potrebbero già ripartire… certo è comprensibile che gli sport da combattimento non potrebbero fare sparring… ma il lavoro al sacco non vedo che problema porterebbe con se. Ugualmente per la preparazione fisica in luoghi ben arieggiati. 

La scherma addirittura con una mascherina chirurgica sotto la maschera specifica prevista nell’equipaggiamento, che problemi comporterebbe nell’incrociare “le lame”? Nessuno credo.

Sicuramente però, per corsi di piccoli o medi gruppi, sia pure con dispositivi preventivi e di protezione, la grandezza della sala ed il numero degli utenti avrebbe la sua importanza per fare la differenza, così come l’eventuale ricircolo d’aria… 

…ma non tutti i centri sono uguali… 

…noi per esempio abbiamo una unica sala “open space” di 800mq, soffitti alti 8 mt, ventilatori al soffitto e pareti esterne completamente apribili a soffietto… 

…quale problemi ci sarebbero a fare corsi con piccoli gruppi utilizzando preventivamente le opportune protezioni? 

Ma comprendo che difficilmente si potrà discriminare credo.

 

D: Secondo te nella programmazione delle riaperture come sono state trattate le attività sportive?

Mi pare di capire che il legislatore per non far torto a nessuno, abbia manifestato l’intenzione di trattare tutti alla stessa maniera… sotto le forti pressioni discriminatorie del potente calcio professionistico, mi pare che il Ministro abbia giustamente risposto che lo sport ripartirà tutto assieme. 

Secondo quanto abbiamo compreso finora forse non è esattamente ciò che personalmente riterrei giusto, ma comprendo le forti pressioni discriminatorie che sicuramente gli giungono continuamente da varie parti per cui è difficile decidere e forse per non voler scontentare alcuni, si finisce per scontentare tutti.

D: visto che hai le idee molto chiare sulla questione e in particolare per le attività sportive, te
la sentiresti di poter suggerire agli amministratori, a coloro che devono decidere, un
programma di riapertura per il mondo sportivo?

Possiamo provare… utilizzando un metodo che anziché suddividere la riapertura e dare il via a seconda delle sole discipline sportive come mi sembra sia l’intenzione e le richieste… 

…potremmo ipotizzare di considerarlo anche a seconda del tipo di attività, numero di soggetti coinvolti e tipologia di luoghi di svolgimento, ovviamente e fermo restando l’utilizzo di tutti gli appositi dispositivi di prevenzione e protezione personale, tipologia o arieggiamento dei luoghi e superficie disponibile per il distanziamento delle persone. 

Questi a mio avviso potrebbero essere alcuni primi ipotetici gruppi che sicuramente potrebbero immediatamente ripartire:

1) Attività di allenamento all’aperto: sicuramente per attività di corsa, ciclismo, tennis, equitazione ecc. comprendendo quindi tutte quelle attività motorie individuali ma condotte in classi di gruppo con pratiche che consentono di mantenere distanze interpersonali,

2) Attività individuali in ambienti ben arieggiati: e dispositivi di prevenzione e protezione personale secondo normative di legge per attività di chinesiologi, attività di “personal
training”,

3) Attività motoria di piccoli gruppi in ambienti ben arieggiati: con l’utilizzo di dispositivi di prevenzione e protezione personale con distanziamento dei soggetti secondo normative di legge.

Non è sicuramente esaustivo, ma potrebbe benissimo essere una prima “generale” ipotesi di lavoro su cui iniziare a discutere nello “specifico” per una immediata ripartita delle attività motorie e sportive. 

Del resto la preparazione fisica come momento di necessaria “riatletizzazione” è consigliata come obbligatoria per qualsiasi disciplina sportiva anche agonistica dopo un periodo di inattività, come prevenzione agli infortuni nell’agonismo esasperato.

Luigi Merlini

Come sempre sei propositivo e questo trasmette una carica energetica per tutti coloro che pur nella difficoltà cercano il modo migliore, secondo le proprie capacità, di poter continuare la propria attività. Grazie per le tue parole e sono certo che saranno condivise dal mondo sportivo e ascoltate anche dalla politica.

Buon lavoro.
Luigi Merlini

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